La Pinacoteca Agnelli e il marketing turistico

La promozione turistica passa attraverso diverse strategie, tra quelle online, ci è piaciuta particolarmente #gioiadarte, che il 15 giugno ha animato la Pinacoteca Agnelli di Torino aprendola ad alcuni blogger che l’hanno raccontata “in diretta” e nei giorni successivi. Si tratta di un caso innovativo nel panorama museale torinese ed è una pratica che sta prendendo piede sempre più nel mondo del web marketing.

Prendi alcuni “personaggi del web”, fai loro provare realmente quali attività proponi ai tuoi visitatori e lascia che siano loro a raccontarle. Questo fa sì che i loro seguaci (in termini di follower e visite ai siti) abbiamo una testimonianza ritenuta valida e veritiera di ciò che può essere visitare un luogo, in questo caso la Pinacoteca Agnelli, del quale hanno già sentito parlare ma che non hanno mai visto. Questo crea una narrazione, punto cardine del marketing turistico, e fa sì che le emozioni dei visitatori veicolino l’esperienza di entrare in un museo: l’unico vero motivo per il quale il turista decide di recarsi in un posto.

Se è banale dire che “qui da noi ci si diverte” – è come chiedere all’oste se il vino è buono – non lo è dare una prova di questa esperienza. Le attività proposte possono essere interessanti, certo, ma vederle applicate lo è sicuramente di più, e qui ci riferiamo principalmente alle visite guidate e al workshop che hanno coinvolto i blogger il 15 giugno. Da segnalare, inoltre, l’alto numero di reazioni al pranzo presso il ristorante Torpedo dell’hotel NH Lingotto, altro stimolo alla visita che il turista cerca. Si va su internet e si cercano blogger proprio per sapere se ciò che vogliono visitare offra qualcosa di valido o meno, chi può essere più affidabile di una persona che ci è già stata?

L’evento #gioiadarte è una pietra nello stagno alla quale ne seguiranno certamente altre, e rappresenta uno dei cosidetti ‘casi di successo’ nell’applicazione delle teorie. Il marketing turistico deve puntare sull’esperienza e sul coinvolgimento del visitatore, che per le successive visite può sostituirsi al blogger e diffondere il proprio racconto, creando una grande narrazione in grado di sostenere il ‘brand’ turistico e renderlo appetibile. Ci vuole però un grande impegno da parte dell’organizzazione, che deve costantemente monitorare i canali, e soprattutto bisogna smettere di considerare la comunicazione e i social media come un optional. Oggi l’optional è il turista che spende soldi per andare in vacanza, quindi se lo fa ne deve valere davvero la pena, ricordiamocelo.

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