Agenzia Semplice on the road: la gita di Pasquetta che sfida la pioggia

Prendete un po’ di amici festaioli, una bella griglia, scorte di cibo e bevande, un bel prato e tanto sole e fa subito Pasquetta. Tutti noi immaginiamo questa giornata in un bel quadretto del genere, ma capita che degli anni arrivi troppo presto e al posto del sole riservi un cielo imbronciato e un venticello che se potesse ti prenderebbe a pizzicotti le guance. Che cosa fare dunque? Noi di Agenzia Semplice abbiamo trovato l’alternativa ideale, il piano B in caso di maltempo che soddisfa tutti e alla portata di famiglie o gruppi di amici.

Siamo festaioli, amiamo il buon cibo e il vino e non possiamo rinunciare a goderci un’uscita fuori porta tra le meraviglie che ci offre il Piemonte, così abbiamo sfidato il tempo incerto di questa Pasquetta 2013 e siamo saltati in macchina in direzione di Cisterna D’Asti. Situata al confine tra il Roero e le Colline Alfieri dell’Astigiano, ci accoglie alla fine di una stradina che passa in mezzo ad alberi di acacie, le tradizionali gaggìe da cui i contadini ricavavano la legna per scaldarsi d’inverno. Una volta arrivati nel centro del paese ci accoglie il silenzio tipico del pranzo della domenica  e profumi di vigna e di terra umida di pioggia, davanti a noi la stradina che porta al castello e sulla destra il ristorante Garibaldi in cui abbiamo deciso di pranzare.

garibaldi

L’ingresso della struttura è quello tipico dei ristoranti di una volta, gli arredi sembrano rubati dalle credenze di una casa dei primi del Novecento: vassoi, ritratti di personaggi che si mescolano tra sacro e profano, merletti alle finestre e un caminetto spento hanno fatto da cornice ad un vero pranzo della tradizione monferrina.

Per farvi venire l’acquolina in bocca, ecco a voi un paio di scatti rubati dal menù.

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Dopo un assaggio di antipasti tipici come l’insalata russa e un primo di agnolotti di carne in salsa di zucca e parmigiano, il piatto principale è stato “sua maestà” il fritto misto alla piemontese, preparato seguendo la rigorosa tradizione che prevede un’impanatura leggera (qui usano le farine del Mulino Marino) e dorata, e lo vuole servito molto caldo. Il bunet e un buon caffè hanno poi concluso questo ottimo pranzo fuori porta, in cui non è mancata una bottiglia di vino “Dragone” delle Cantine Vaudano .

Cisterna-dAsti-Castello

Anche se grigio e minaccioso, il cielo ci ha concesso una passeggiata per il borgo fino al castello, che ha con Cisterna un legame unico (è dal 1912 proprietà dello stesso Comune) e da qualche anno si è trasformato in “Museo delle arti e mestieri di un tempo”, con al suo interno oltre 6000 pezzi esposti. Scendendo, ci siamo imbattutti in qualche bottega di prodotti tipici a riposo e gli sguardi degli abitanti a cui viene spontaneo porgere un saluto, come se si conoscessero da sempre, tutto intorno il sali-scendi delle colline squadrate da vigne e frutteti. Senza accorgercene ritorniamo al punto di partenza, è ora di tornare a casa con il naso pieno di odori della tradizione e il palato che sa di impanatura e di quel vino rubicondo, fermo e corposo di vitigno “Croatino” che ti lascia il naso rosso.

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