Guest post: Islanda, un mondo a parte

Ospitiamo il racconto di viaggio che ci ha inviato un nostro lettore.

islanda-1Visitai la prima volta l’Islanda nel 1982. Forse incuriosito da quell’isola a metà tra l’Europa e gli Stati Uniti d’America, ma di cui mai si sentiva parlare, mio papà decise che era tempo per un viaggio estivo con tutta la famiglia. Quell’anno i turisti italiani che la scelsero come meta delle loro vacanze furono 23 (compresi noi cinque).

Vi tornai poi parecchie volte, prima per lavoro e in seguito per vacanza. Ad oggi neanche ricordo più quante, però ho deciso di dire a tutti “quindici volte”, anche se in realtà sono un po’ di più.

Oltre 100.000 kmq di terra, posizionati nell’Atlantico del Nord, tra l’Europa e il continente americano, pieni di fascino, mistero e contrasti, dove fantasia e realtà si confondono in quel grande gioco che si chiama “avventura”. Questa è l’Islanda, un’isola dove i ritmi frenetici di quella che noi chiamiamo “vita moderna” non hanno ancora intaccato le magie che una flora rigogliosa e una fauna selvatica continuano a regalarci.

Luogo ideale per tutti coloro che vogliono crescere maturando nuove esperienze, attraverso un approccio diretto e sensibile con la vera Natura, quella dello sbuffare dei geyser e del volteggiare delle pulcinella di mare, quella degli sconfinati campi di lava e degli impetuosi torrenti, quella del brontolio dei vulcani attivi e del silenzio dei maestosi ghacciai.

Un paradiso per tutti coloro che ricercano la serenità interiore fatta di piccole cose e ancora hanno voglia e immaginazione tali da poter ascoltare il rumore del silenzio.

«Noi stiamo qui finché il vulcano lo permetterà!» affermò con fatalismo misto a orgoglio un pescatore delle piccole isole Westmann, a pochi minuti di aliscafo dall’isola principale, durante un momento di pausa dal suo lavoro. «Siamo già fuggiti una volta nel ’73 – aggiunse – e siamo ritornati per scavare nella cenere e riportare alla luce le nostre case: possiamo rifarlo».

Questa è in sintesi la tempra dei suoi abitanti, fieri e coraggiosi al tempo stesso, attori comprimari di un luogo dove l’uomo vive per gentile concessione della Natura.

Forse la ragione per cui ogni mattina, leggendo il giornale, controllo le temperature di Reykjavik, la capitale, e mi collego al sito livefromiceland.is, è per respirare, seppur virtualmente, un po’ di aria pulita e rigenerante, soprattutto per lo spirito.

Copertina: thebesttrader.blogspot.comFoto: wateronline.info

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